giovedì 2 gennaio 2014

SNAPCHAT BUCATO DAGLI HACKER CHE ACCUSANO: "MIGLIORATE LA SICUREZZA DEGLI UTENTI"

Dopo Skype e Twitter anche il servizio di messaggistica istantanea Snapchat finisce sotto attacco hacker.

I nickname e i numeri di telefono di 4,6 milioni di utenti dell'applicazione di messaggeria istantanea usata prevalentemente dai giovanissimi, sono stati piratati e pubblicati su internet: lo ha reso noto il sito specializzato Techcrunch.

I dati sono apparsi sul sito pirata snapchatdb.info che ha tuttavia mascherato le ultime due cifre dei numeri telefonici, affermando di aver agito per costringere Snapchat a migliorare la sicurezza della sua applicazione.

"È comprensibile che una startup abbia risorse limitate, ma la sicurezza e la privacy non devono essere un obiettivo secondario", si legge in una nota inviata dal gruppo di hacker a Techcrunch.

Il furto di dati avviene pochi giorni dopo l'allarme lanciato dalla società di sicurezza australiana Gibson Security sui problemi di sicurezza di Snapchat, creato nel 2011 da un gruppo di studenti della Stanford University e guidata da uno di loro Evan Spiegel: la caratteristica principale del sistema è che i dati (messaggi, foto o video) diffusi o condivisi fra gli utenti vengono distrutti subito dopo la visione.

Intanto Snapchat sta continuando a crescere: dopo aver rifiutato un'offerta di tre miliardi di dollari da parte di Facebook, il mese scorso ha annunciato di aver raccolto 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti da Coatue management, l'Hedge fund che negli ultimi mesi ha scommesso con decisione su società della Silicon Valley, tra cui Hotel Tonight e Box, fornitore di servizi cloud.

EBOOK, ADESSO È IL LIBRO A LEGGERE TE: NUOVE STARTUP SVELANO I VIZI DEGLI UTENTI

Tracciare il Dna del lettore, sapere chi legge cosa, come e perché.

Ancora: in quanti minuti, ore, giorni.

Con la tecnologia è possibile.

Non sei più tu a leggere il libro, ma è il libro a leggere te.

Succede al tempo dell'ebook.

Vedi alla voce dati digitali.

Raccoglierli, catalogarli, sfruttarli è diventato l'obiettivo di editori e autori, persino il mestiere di alcune startup che lanciano una sfida alla creatività: aiuteremo gli scrittori a dare al pubblico ciò che vuole.

Si chiamano Scribd, Entitle e Oyster.

Sono tutte made in Usa.

Alla base hanno la stessa legge dei grandi numeri che anima Netflix per i film e Spotify per la musica.

Offrono l'accesso illimitato a un catalogo di oltre cento mila libri online, chiedono circa dieci dollari d'abbonamento mensile.

In più informazioni sulle tue abitudini letterarie.

Ti garantiscono l'anonimato, ma poca, pochissima, privacy.

Benvenuto nuovo utente Oyster, si legge alla registrazione, "stai consentendo la collezione, il trasferimento, la manipolazione, l'immagazzinamento e altri usi dei tuoi dati".

È vero: colossi come Amazon, Barnes & Noble, passando per Google Play,avevano già iniziato a tener traccia delle abitudini degli ereaders.

Lo rivela una classifica stilata dall'Electronic Frountier Foundation.

Rapporti custoditi gelosamente, top secret.

Ma le nuove startup non hanno segreti.

Si sa che per guadagnare diffondono i risultati.

Provoca Trip Adler, amministratore delegato di Scribd, il sito nato come servizio per postare documenti, inclusi libri pirata, che può oggi contare su investimenti da 25 milioni di dollari.

Dice:

"Saremo abbastanza aperti nel condividere i nostri dati così gli scrittori potranno pubblicare libri migliori".

Le tecnologie sono agli esordi, l'analisi è appena iniziata.

Vivisezionati i diritti dei lettori di Pennac: saltare le pagine, spizzicare, rileggere, non finire il libro.

Tutti vizi messi a nudo.

Qualche anticipazione: più un giallo è lungo, più è possibile che si salti all'ultima pagina per sapere cosa succede.

L'autore troppo fantasioso è abbandonato in fretta.

C'è più probabilità di finire una biografia che un volume d'economia, mentre basta un solo capitolo del libro di Yoga per considerarci "illuminati" e lasciarlo sul comodino.

Si marcia velocemente nello scorrere dei romanzi, rispetto ai saggi religiosi, e ancor più veloci si è con i racconti erotici.

"Che cosa vogliono le donne", è il titolo di uno dei libri ora più popolari sull'altra piattaforma, Oyster.

"Ti porta nella mente di una donna così impari a fare colpo", è la réclame.

Chi lo inizia, lo finisce di sicuro.

Sfortunato invece lo storico e saggista Arthur M. Schlesinger Jr: a completare il suo "I cicli della storia americana" è meno dell'uno per cento.

Inoltre, secondo i dati della startup, c'è il 25 per cento di occasioni in più per finire i libri se sono spezzettati in piccoli paragrafi: da leggere in tram, nella pausa pranzo, o prima d'andare a dormire.

Commenta il presidente dell'Associazione Italiana Librai, Alberto Galla:

"Potrebbe essere interessante, soprattutto per le case editrici, spesso sempre più inclini a operazioni di marketing.

Le aiuterebbe a capire cos'è che realmente piace al loro pubblico.

I lettori forti, quelli che leggono più di un libro ogni mese, hanno dei gusti ben precisi.

Che superano le mode del momento.

Inutile riempire le librerie con titoli tutti uguali.

Certo, il mercato è fatto di grandi numeri, guai a nascondercelo, ma è la qualità che dura nel lungo periodo".

Avverte Cristina Mussinelli, responsabile nuove tecnologie dell'Associazione italiana editori:

"Il servizio è utile per rafforzare il rapporto con la comunità di lettori di riferimento.

La privacy?

Chi accetta di aderire a questi servizi, accetta di essere tracciato.

Il vero problema è l'offerta in abbonamento.

Non ci sono dei risultati certi: bisogna ancora capire come funziona".

"Credo che questo sistema si diffonderà sempre di più anche nel mercato editoriale, perché stiamo entrando in una fase in cui l'interesse principale del cliente non è il possesso del prodotto, ma la sua fruizione, l'accesso al contenuto", replica Alessandro De Giorgi, Ceo di YouCanprint.it, una delle più note piattaforme italiane di pubblicazione "fai da te", con oltre 4.300 titoli in catalogo.

Il rapporto tra nuove startup, simili a Spotify, editori e distributori però rimane un nervo scoperto.

Le aziende non rivelano il loro modello di business, scrive il New York Times.

Ma per il quotidiano statunitense, sembra che su Oyster il libro si considera "letto", e all'editore spetta una quota di diritti standard, quando l'utente ha sfogliato più del dieci per cento del volume.

Più complicata è Scribd: la vendita è considerata intera solo dopo il cinquanta per cento di pagine viste, mentre valutata un decimo tra il dieci e il cinquanta per cento.

Le adesioni?

Moltissime, dicono i creatori dei nuovi servizi, ma di numeri nessuna traccia.

Gruppi editoriali del calibro di Penguin Random House e Simon & Schuster preferiscono mantenersi alla larga, mentre ci credono HarperCollins e Smashwords che ha appena firmato un accordo per inserire su Scribd 225 mila libri.

"Gli scrittori che si auto pubblicano ne andranno pazzi", prevede Mark Coker, l'amministratore delegato.

"Cercano qualsiasi cosa che possa aiutarli a raggiungere più lettori".

"Chi scrive deve sorprendere", sbotta Sergio Nazzaro, autore per Einaudi.

"Non può essere un utensile nelle mani del pubblico.

Questa vivisezione non m'interessa, a mancare è il confronto umano".

Francesco De Filippo, scrittore, classe 1960, accetta la prova:

"Un artista serio riesce a regolare il proprio talento in base ai desideri del mercato.

Un lecito compromesso tra creatività ed esigenze del pubblico.

Del resto, si scrive per due ragioni: per sé, per coltivare questo talento, e per essere letti".

Dalla parte degli utenti Chiara Flumian, venticinque anni, da quattro gestisce un blog letterario per ragazzi, L'ora del libro, dice:

"Tallonare un lettore, anche se virtualmente, per annotare tutte le sue abitudini, comprese le più segrete, per poi spiattellarle in rete non mi sembra carino.

Un po' come stalkerare un passante.

Non ha nessun beneficio, se non quello di infastidire".

mercoledì 1 gennaio 2014

FINECO: ARRIVA LA MONEY MAP

Fineco Bank ha lanciato da alcune settimane Money Map, un software in grado di restituire e monitorare il bilancio familiare.

Una delle novità rispetto ai software già in circolazione è la visualizzazione delle spese sul territorio.

Un servizio reso possibile grazie all’integrazione Google Map.

Non occorre imputare dati o assegnare manualmente le categorie di spesa: basta usare la carta di credito, il bancomat e il conto Fineco e il bilancio viene compilato automaticamente online.

Tutte le informazioni sono coperte da una password di accesso e, a garanzia delle privacy dell'utente, è possibile nascondere alcune voci o disattivarle.

Gli automatismi sono molto spinti con il programma che categorizza in modo automatico entrate e spese e, sebbene le generalizzazioni siano ampie, è possbile inserire anche nuove voci.

Oltre al consuntivo è possibile impostare anche un budget, automatico o personalizzato: nel corso dell’anno, sia in forma grafica sia attraverso degli specifici alert, è possibile verificare se si verificano delle spese che sforano i vincoli di bilancio impostati.

OPERAZIONE LIFTING PER LA LANCIA DELTA

Nel model year 2014 la vettura della casa torinese si presenta con un aggiornamento del look, contenuti arricchiti e una razionalizzazione dell’offerta.

Operazione lifting per l’ammiraglia compatta Lancia Delta.

Nel model year 2014 la vettura della casa torinese si presenta con un aggiornamento del look, contenuti arricchiti e una razionalizzazione dell’offerta.

La rinnovata Delta sarà nelle concessionarie dal prossimo mese di gennaio e si presenterà con un lotto speciale denominato “MY14 Opening Edition”, caratterizzato dal tetto apribile elettrico “Gran Luce”, disponibile con le motorizzazioni turbocompresse da 120 Cv diesel e Gpl.

La gamma 2014 sarà disponibile negli allestimenti Iron, Silver e Gold, con le motorizzazioni 1.6 Multijet da 105 Cv e 120 Cv, e 1.4 Turbo-Jet Gpl da 120 Cv, 12 tinte carrozzeria (5 bicolore con tetto nero eclissi lucido), e 5 cerchi in lega da 16″, 17″ e 18″.

Il nuovo look della vettura vede l’adozione delle minigonne laterali e dei paraurti verniciati nella stessa tonalità della carrozzeria e un doppio terminale di scarico cromato, oltre al debutto della nuova colorazione grigio Antracite.

Internamente sono presenti nuovi dettagli sulla console centrale verniciati in nero lucido a contrasto con i vari particolari realizzati invece in nero opaco, e nuovi rivestimenti in morbida pelle traforata nelle tonalità nero o beige.

La Delta si distingue poi per una completa dotazione che comprende, già a partire dall’entry level Iron, cerchi da 16″, radio cd/mp3, climatizzatore manuale, volante multifunzione con comandi radio, sedili in tessuto tecnico nero (anteriori regolabili in altezza, posteriore scorrevole e sdoppiato), doppio terminale di scarico cromato, minigonne e paraurti in tinta carrozzerie, nuovi interni effetto “dark”, specchi retrovisori esterni elettrici e alzacristalli elettrici anteriori e posteriori.

E poi ancora, per la sicurezza, airbag anteriori regolabili, window bag, fendinebbia con funzione “cornering”, servosterzo elettrico, ESP con Hill Holder e attacchi Isofix.

L’allestimento Silver comprende in più il sistema Blue&Me con presa usb e aux-in, climatizzatore automatico bizona, cruise control, cerchi in lega da 16″, sedili in tessuto Carbony con inserti in Alcantara, tasca sul retro dello schienale lato passeggero, regolazione lombare per il sedile del guidatore, rivestimento in pelle per il volante multifunzione, cristalli privacy, poggia braccio anteriore, specchietti esterni verniciati “gloss black” e modanature cromate per i cristalli.

Nella versione Gold invece troviamo in più i cerchi in lega da 17″ effetto diamantato, sensori di parcheggio posteriori, kit fumatori, presa 12 volt nel vano bagagli, quadro Matrix riconfigurabile, sedili in pelle traforata (nero o beige), poggia braccio posteriore, rete portaoggetti nel baule e il Visibility Pack che include specchietto retrovisore interno elettrocromico e sensori crepuscolare e pioggia.

Da segnalare infine la versione Business, dedicata al cliente corporate, e pensata per ottimizzare il lavoro di chi utilizza l’auto per motivi professionali.

L’equipaggiamento comprende, di serie, climatizzatore bizona, cruise control, sensori di parcheggio posteriori, pack Infotainment (con navigatore Instant Nav Premium e Blue&Me Usb Aux-in), kit fumatori e presa 12 volt nel baule.

Infine i prezzi che partono da 22.950 euro della entry level Iron e arrivano fino ai 26.750 euro della versione top di gamma Gold.