venerdì 19 aprile 2013

VIETATO DIFFONDERE DATI SANITARI DEI CITTADINI SUI SITI WEB DEI COMUNI

 

Dopo i primi dieci provvedimenti , il Garante fa rimuovere i dati personali dalle ordinanze di altri 16 Comuni.

E sono in arrivo sanzioni.

Sì alla trasparenza on line nella Pa , ma rispettando la dignità delle persone.

Sui siti dei Comuni non possono essere pubblicati atti e documenti contenenti dati sullo stato di salute dei cittadini.

Dopo i primi dieci provvedimenti di divieto adottati nelle scorse settimane , il Garante per la privacy ha fatto oscurare dai siti web di altri sedici Comuni italiani , di piccola e media grandezza , i dati personali contenuti in alcune ordinanze con le quali i sindaci disponevano il trattamento sanitario obbligatorio per determinati cittadini.

Nelle ordinanze , con le quali si disponeva il ricovero immediato di diversi cittadini , erano infatti indicati "in chiaro" non solo i dati anagrafici (nome , cognome , luogo e data di nascita) e la residenza , ma anche la patologia della quale soffriva la persona (ad es. "infermo mentale") , o altri dettagli davvero eccessivi , quali ad esempio l'indicazione di "persona affetta da manifestazioni di ripetuti tentativi di suicidio".

Il trattamento dei dati effettuato dai Comuni è risultato dunque illecito : come ha ricordato l'Autorità , le disposizioni del Codice della privacy , richiamate anche dalle Linee guida sulla trasparenza on line della Pa emanate dallo stesso Garante nel 2011 , vietano espressamente la diffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute delle persone.

Le ordinanze , per giunta , oltre ad essere visibili e liberamente consultabili sui siti istituzionali dei Comuni , attraverso link che rimandavano all'archivio degli atti dell'ente , erano nella maggioranza dei casi facilmente reperibili anche sui più usati motori di ricerca , come Google : bastava digitare il nome e cognome delle persone.

Nel disporre il divieto di ulteriore diffusione dei dati , l'Autorità per la privacy ha prescritto alle amministrazioni comunali non solo di oscurare i dati personali , presenti nei provvedimenti , da qualsiasi area del sito , ma anche di attivarsi presso i responsabili dei principali motori di ricerca per fare in modo che vengano rimosse le copie web delle ordinanze e di tutti gli altri atti aventi ad oggetto il ricovero per trattamento sanitario obbligatorio dagli indici e dalla cache.

I Comuni , inoltre , per il futuro dovranno far sì che la pubblicazione di atti e documenti in Internet avvenga nel rispetto della normativa privacy e delle Linee guida in materia di trasparenza on line della Pa.

L'Autorità procederà ad avviare nei confronti dei Comuni interessati le previste procedure sanzionatorie per trattamento illecito di dati personali.