martedì 9 luglio 2013

USA , PRIVACY A RISCHIO SUI SITI MEDICI

E pensare che nelle farmacie , o negli sportelli per l'accettazione ospedaliera , non mancano mai cartelli e scritte che raccomandano , per il rispetto della privacy , di "non superare la linea gialla" o "apettare il proprio turno".

Tutto inutile , verrebbe da dire , se poi le nostre malattie o i piccoli disturbi di salute possono essere spiati dai siti internet su cui navighiamo.

In tempi di scandali Datagate , fa un certo effetto leggere i risultati di una ricerca condotta negli Stati Uniti dal professor Marco Huesch, della University of Southern California , sullo "spionaggio" degli utenti che cercano in internet informazioni e soluzioni ai loro disturbi.

Huesch ha dimostrato che , navigando su alcuni siti web legati a temi di salute e benessere , gli utenti lasciano tracce e informazioni che possono essere prelevate e utilizzate da terzi attraverso "privacy tool".

Per la sua ricerca , pubblicata sulla rivista Jama Internal medicine , Huesch ha utilizzato un campione di 20 siti web popolari e professionali o istituzionali.

Sette di questi , permettono a terzi di accedere alle informazioni "lasciate" dagli utenti navigando nelle loro pagine , con buona pace dell'anonimato e della privacy.

Per lo più l'utilizzo di questi dati ha fini puramente commerciali , pertanto il danno di tale "spionaggio" è limitato : l'unica conseguenza sarà la comparsa , mentre navighiamo , di inserzioni commerciali che possiamo benissimo ignorare.

Ma quando in gioco ci sono temi sensibili come la salute , l'attenzione si fa alta.

Inoltre , molte persone sono inconsapevoli del fatto che i loro dati personali vengono tracciati , e per questo le conseguenze potrebbero anche essere serie , come avverte lo stesso Huesch.

Banale imbarazzo , per il fatto che il proprio anonimato non è rispettato , ma anche potenziali discriminazioni , dato che non sappiamo da chi e in che modo possano essere utilizzati i dati tracciati.

Huesch , per esempio , ha potuto accedervi utilizzando semplici "privacy tool" scaricati gratuitamente da internet , e digitando parole come "herpes" , "depressione" e "cancro".

Fortunatamente , ha scoperto che i siti governativi statunitensi e quelli di società mediche professionali non consentono la condivisione di tali informazioni.

Ma altri siti commerciali (tra cui Men's Health , Fox News Health , New York Times Health News) condividono le parole chiave di ricerca con terze parti.

Dopo la pubblicazione della ricerca , alcuni di questi siti (come Men's Health) hanno precisato che il loro dati sono forniti esxlusivamente a "terze parti fidate" , che li utilizzano esclusivamente per ricerche di mercato.