No all'uso delle impronte digitali dei professori e del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) per rilevare la loro presenza a scuola.
Lo ha stabilito il Garante privacy [doc. web nn. 2578547, 2502951 e2503101] nel vietare a un istituto tecnico industriale e a due licei scientifici l'ulteriore trattamento dei dati biometrici dei lavoratori effettuato in violazione delle norme in materia di protezione dei dati personali.
Il Garante , intervenuto a seguito di segnalazioni e notizie di stampa , ha detto no all'uso generalizzato delle impronte digitali perché eccedente e sproporzionato rispetto allo scopo perseguito dalle scuole di controllare le presenze sul posto di lavoro e contrario quindi ai principi di liceità , necessità e non eccedenza stabiliti dal Codice.
Come più volte precisato dal Garante , infatti , l'impiego di dati così delicati può essere ritenuto lecito solo in specifici casi : ad esempio , per accedere ad aree aziendali riservate in cui si svolgono particolari attività o a imprese collocate in zone a rischio.
Per controllare il rispetto dell'orario di lavoro - ha affermato il Garante - la scuola può disporre di sistemi meno invasivi della sfera personale , della libertà individuale e della dignità del lavoratore.
L'Autorità , infine, ha dichiarato illecito e ha vietato anche l'uso delle immagini raccolte tramite un impianto di videosorveglianza installato all'interno di uno dei due licei , all'insaputa di docenti , personale Ata e studenti.
Il divieto riguarda il trattamento effettuato nel periodo antecedente alla sua disattivazione da parte della Direzione territoriale del lavoro per violazione delle norme sul controllo a distanza dei lavoratori.
