Gli Usa: lo scandalo non inquini i colloqui con l’Ue sul libero scambio.
Le tensioni per lo scandalo Datagate non devono inquinare il negoziato tra Europa e Stati Uniti per il trattato di libero commercio (Ttip).
E non lo faranno, con buona pace del Parlamento europeo che dieci giorni fa aveva chiesto ritorsioni contro lo spionaggio americano rivelato da Snowden a cominciare appunto dal blocco del negoziato sul Ttip.
Proprio oggi Unione Europea e Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente che da lunedì a venerdì prossimi si terrà a Bruxelles il secondo round della trattativa.
Inizialmente previsto fra il 7 e l’11 ottobre, era stato rinviato a causa dello `shutdown´ dell’amministrazione pubblica americana.
Inoltre è già stato messo in cantiere il terzo incontro, che si terrà a Washington dal 16 al 20 dicembre.
L’annuncio è arrivato mentre il Segretario di Stato americano, John Kerry - durante una visita in Polonia - lanciava appunto l’appello a tenere «realmente separate» le trattative «da qualunque altro problema si possa avere in mente».
E mentre dalla Germania giungevano altri particolari sull’azione di spionaggio ai danni della cancelliera Angela Merkel, compiuta non solo dall’ambasciata americana a Berlino, ma anche da quella britannica.
Nel pomeriggio, l’ambasciatore britannico in Germania è stato «invitato» al ministero degli esteri per un colloquio sulle nuove rivelazioni.
«Qui si tratta di una partnership commerciale che ha la possibilità di far crescere tutti i nostri paesi’’, ha dichiarato il segretario di Stato Usa Kerry.
«Può avere un profondo impatto sui nostri popoli, creerà milioni di posti di lavoro e vale la pena di spingere perché vada avanti.
Questo non deve essere confuso con qualsivoglia legittima questione esista sulla Nsa o su altre argomenti.
Vogliamo ascoltare i nostri alleati, vogliamo avere questo dialogo», ha motivato.
Insomma, va bene discutere e rivedere le attività di spionaggio della onnipotente Nsa, ma senza mettere paletti al negoziato per creare quella che Kerry definisce «la forza economica più potente del pianeta».
La prossima settimana, secondo la Commissione europea, il negoziato «rientrerà nei binari della tempistica programmata».
Argomenti di confronto: servizi, investimenti, questioni normative, energia e materie prime.
Nessuno spazio per i dubbi europei legati allo scandalo Nsa.
D’altra parte nel vertice europeo di dieci giorni fa, i leader europei non hanno potuto mostrarsi uniti.
Germania e Francia hanno annunciato l’avvio di colloqui bilaterali con gli Usa per fissare un «codice di condotta», ma gli altri non sono riusciti ad andare al di là di una indignazione espressa a voce e di una generica preoccupazione manifestata nella blanda dichiarazione comune.
Ed oggi Kerry, che giovedì scorso aveva ammesso per la prima volta che gli Usa si erano spinti «troppo in là» nelle attività di intelligence, ha cercato di riannodare i fili del rapporto politico con gli europei ricordando che lo scopo della sorveglianza globale è la lotta al terrorismo.
«Dobbiamo capire che, in quanto partner, siamo tutti sulla stessa barca - ha detto il Segretario di Stato - Ci sforziamo tutti di dare protezione ai nostri cittadini.
Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra la protezione e la privacy.
Se lo facciamo bene, possiamo non solo placare le preoccupazioni, ma anche rafforzare le nostre relazioni nel campo dell’intelligence».
Relazioni tra servizi segreti il cui sviluppo però spetta ai singoli paesi.
La Commissione europea infatti non ha alcuna competenza in materia.
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