venerdì 10 gennaio 2014

L'AFFAIRE DELLE CARTELLE CLINICHE RIBASSI RECORD E NIENTE WEB

Il flop dell'informatizzazione delle cartelle mediche alla Asl di Bari e lo spreco di denaro pubblico.

Due aspetti che convergono in un nuovo fascicolo d'inchiesta affidato al sostituto procuratore Luciana Silvestris.

L'indagine, svolta dalla guardia di finanza, nasce da una denuncia presentata contro la Cni, società controllata al cento per cento dalla Gesfin spa, la romana intermediaria che vendette all'Inail il Palagiustizia di via Nazariantz.

Corsi e ricorsi storici: la stessa società che finì sotto processo a Bari, poi assolta dall'accusa di truffa nei confronti dell'istituto di previdenza, torna nelle aule di tribunale, citata dalla Pròdeo spa, concorrente esclusa dall'affare e pronta a dare battaglia.

L'affare in questione, a sei zeri, è l'affidamento provvisorio da parte della Asl del servizio di prelievo e gestione della documentazione amministrativa e sanitaria, fino ad allora depositato nei locali dell'ex Cto, ottenuto dalla Cni grazie al criterio del "massimo ribasso".

Un ribasso sospetto, secondo la Pròdeo che ha denunciato alla Procura di Bari numerose "anomalie": il prezzo bassissimo, innanzitutto, del servizio di prelievo e gestione della documentazione, 80 centesimi a metro lineare (l'unità di misura delle cartelle) contro i 380 euro chiesti dalle altre ditte in gara.

Un'anomalia spiegata così dalla Cni:

"Il servizio rappresentava un costo quasi nullo perché la ditta già effettuava consegne documentali presso la Cittadella della cultura, adiacente la sede della Asl".

Se così fosse, sarebbe però ancor più singolare lo stesso conveniente trattamento economico esteso dalla società agli ospedali di Triggiano, Conversano, Mola di Bari, Monopoli e al "Di Venere" di Bari, successivamente inseriti nel servizio da una delibera commissariale.

Le anomalie, però, si legge nell'esposto, continuano soprattutto nel merito.

Il servizio infatti prevedeva anche la creazione di un data base delle cartelle mediche, che comprendesse, oltre i dati personali del paziente, anche quelli relativi al suo precedente ricovero.

Ma, per la Prodeo così non è stato:

«La Cni non ha mai svolto alcuna attività di riordino e informatizzazione.

A dimostrazione delle attività non svolte - sostiene - ha consegnato solo un cd contenente un semplice elenco di consistenza della documentazione presa in carico».

Niente cartelle online, dunque, ma all'occorrenza spedite tramite un corriere a chi le richiede, in tempi rapidissimi.

Con buona pace dello snellimento della burocrazia e del risparmio promesso.

«Nulla si ritiene di dover commentare - scrive il legale rappresentante della Prodeo, Domenico Marzocca nell'esposto- circa un affidamento provvisorio che si protrae dal 2007 e sui conseguenti danni erariali arrecati».

Una situazione alla quale si è cercato di porre rimedio, nel settembre 2010, bandendo una gara europea per l'affidamento del servizio di archiviazione, custodia e gestione della documentazione della Asl barese, con un valore stimato, a base d'asta, di sette milioni di euro e una durata di cinque anni.

Una gara vinta dalla Cni, in raggruppamento temporaneo con Servizi Globali srl e Telecom Italia, e dalla quale invece la Prodeo è stata esclusa.

Ma anche in questo caso, denuncia Marzocca, sono ravvisabili violazioni al capitolato: all'articolo 4, primo comma, si prescriveva che "l'aggiudicatario debba custodire i documenti in locali di proprietà o in uso, che devono avere la destinazione d'uso come deposito archivio cartaceo".

E ancora: "l'immobile dovrà essere idoneo all'espletamento del servizio di custodia e gestione di archivi,e non dovranno essere svolte altre attività di qualsiasi genere".

E invece, a quanto pare, i documenti di un milione di "pazienti" sono stati "archiviati" in un capannone a Rutigliano, con destinazione d'uso a "opificio industriale" e dove, come certificato anche dai vigili del fuoco, alcuni spazi sono stati subaffittati ad altre aziende che vendono al dettaglio elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche.

Con buona pace della privacy e della tutela dei dati sensibili.