Contro il cyberbullo, arriva il bottone d' emergenza.
Basta un clic e la foto, il commento, il video postato ritenuto offensivo dall' utente sarà segnalato e rimosso entro due ore al massimo.
È questa la novità più importante della bozza del Codice di autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, approvata in una riunione tecnica presieduta dal vice-ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà, a cui hanno partecipato rappresentanti dell' Agcom, della Polizia postale, del garante della Privacy e dei colossi del web quali Google e Microsoft.
Il testo, che sarà visibile per i prossimi 45 giorni sul sito del ministero per raccogliere ulteriori suggerimenti degli utenti, prevede che gli operatori che forniscono servizi di social networking (quali Facebook o Instagram), di contenuti online e di piattaforme user generated content (tipo Flickr o YouTube) si impegnino ad attivare «meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo».
Sistemi che devono essere «visibili all' interno della pagina web, semplicie diretti, in modo da consentire ai bambini e agli adolescenti l' immediata segnalazione di situazioni di rischio e di pericolo».
La bozza del Codice prevede anche altro.
Chi aderisce si impegna a rimuovere i contenuti lesivi per la vittima entro due ore dalla segnalazione, per fermare tempestivamente l' effetto "rimbalzo" e dunque la diffusione a macchia d' olio sulla Rete.
Potranno anche consentire alla Polizia postale di risalire all' identità di chi si rende protagonista di «comportamenti discriminatorie denigratori, volti a danneggiare l' immagine e la reputazione di un proprio coetaneo».
Per la prima volta dunque gli operatori del web, le istituzioni e le associazioni (alla riunione era presente anche Confindustria) siglano un codice di autoregolamentazione.
Tra le altre cose prevede anche l' istituzione di un comitato di monitoraggio presso il ministero dello Sviluppo economico per controllarne l' effettiva applicazione.
Non sfugge la delicatezza della questione, che va a toccare i temi della libertà di espressione e della privacy in generale, né la complessità strutturale di meccanismi per la rimozione immediata dei contenuti.
Anche per questo il testo per ora è solo una bozza, da sottoporre a consultazione pubblica per un mese e mezzo.
