Anche oggi amici e familiari di Michael Schumacher sono arrivati di buon mattino all'ospedale di Grenoble, dove l'ex campione di Formula 1 è ricoverato da domenica in coma indotto dopo un incidente sugli sci.
La moglie di Schumacher, Corinna, in compagnia del padre Rolf e del fratello Ralf sono stati i primi ad arrivare.
Con loro c'era il medico di famiglia, il professor Gerard Saillant e il presidente della Fia Jean Todt con la moglie.
L'ex team principal della Ferrari, grande amico di Schumi dopo i tanti trionfi di Maranello, praticamente tutti i giorni si reca a far visita allo sfortunato pilota.
Ieri intanto, l'ex pilota di Formula 1 Philippe Streiff, grande amico di Schumacher, ha detto all'Associated Press di aver parlato con il dottor Saillant, secondo cui la vita di Michael non sarebbe più in pericolo.
"Non sono un medico - ha precisato Streiff parlando con i giornalisti - sto solo riferendovi quello che mi ha detto Gerard Saillant.
E lui mi ha detto che Schumacher è ancora in gravi condizioni, ma ora per fortuna non è più in pericolo di vita".
Nel frattempo un altro testimone ha detto che Schumacher sciava a non oltre 20 Km/h al momento della caduta.
Lo riferisce la rivista tedesta "Der Spiegel".
Il magazine scrive di un turista che stava sciando sulla stessa pista di Schumi a Meribel e che ha un video che permette di vedere l'incidente del sette volte campione del mondo di F.1.
L'uomo stava riprendendo la sua fidanzata, quando, sullo sfondo, uno sciatore è caduto su un sentiero non marcato.
Corrispondono l'ora ed il luogo del'incidente a Schumacher.
"E' successo lentamente.
Ha sciato a 20 chilometri all'ora, non di più", ha detto il testimone.
"Le condizioni di Michael rimangono critiche ma stabili".
Sono le parole di Sabine Kehm, portavoce di Michael Schumacher.
Ieri l'ex pilota Philippe Streiff, riferendo il contenuto di una conversazione con il chirurgo Gerard Saillant, ha affermato che Schumi non sarebbe più in pericolo di vita.
"Dobbiamo evidenziare che ogni informazione non proveniente dai medici che stanno curando Michael o dal suo management non sono attendibili e sono pure speculazioni", dice la Kehm.
La portavoce, inoltre, chiarisce che i familiari di Schumacher hanno consegnato agli inquirenti francesi la telecamera che domenica era montata sul casco dell'ex pilota.
Le immagini registrate, se l'apparecchiatura è ancora integra, potrebbero fornire indicazioni sull'incidente sciistico avvenuto sulle nevi di Meribel.
D'accordo con i medici che stanno curando Michael, non sono previste conferenze stampa prima di lunedì", afferma la portavoce che conclude chiedendo "di rispettare la privacy della famiglia".
Gli inquirenti intanto cercano di capire se dalle immagini della telecamera che Schumachger aveva su casco sia possibile capire la dinamica dell'incidente.
Michael Schumacher al momento dell’incidente aveva una piccola telecamera amatoriale montata sul casco, una “Go-Pro” che gli investigatori hanno cercato a lungo in mezzo alla neve, invano.
Però sapevano che doveva esserci, esistevano testimonianze precise.
Quell’aggeggio lo conservava infatti la famiglia del pilota, che in un primo tempo si sarebbe rifiutata di darlo agli inquirenti, invocando la privacy.
Voce però smentita dalla Kehm:
"La telecamera è stata consegnata spontaneamente dalla famiglia agli investigatori.
Non è vero che l'atto sia stato compiuto contro la volontà dei familiari".
La telecamera è in possesso del procuratore capo Patrick Quincy, così come gli sci e i pezzi del casco.
Il magistrato potrà dunque stabilire con esattezza cosa sia davvero accaduto sulle piste di Méribel, domenica.
Nel frattempo, gli uomini della procura di Albertville hanno interrogato il figlio del campione, Mick, la sua fidanzatina e il maggiordomo, che erano con Schumacher negli attimi della disgrazia.
Perché Schumacher sciava con il maggiordomo accanto.
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