venerdì 18 ottobre 2013

ANTONELLO SORO, GARANTE DELLA PRIVACY: DOBBIAMO INTERVENIRE

"È difficile non indignarsi".

Così Antonello Soro, presidente della Autorità Garante della Privacy sul caso Facebook.

L'Italia potrà di­fendersi dalla caccia ai dati - anche a quelli dei ragazzi - nella re­te con iniziative congiunte con le altre autorità europee e spingendo il governo ad agire sulla formazione digitale.

E apren­do un'istruttoria se arriverà la denuncia del Moige.

Che cosa pensate della decisione di Facebook di apri­re al pubblico i profili dei minori?

"È difficile non indignarsi.

È evidente come sia in cor­so tra i colossi una concorrenza "al ribasso" dei diritti che tocca i minori".

In che senso?

"Siamo passati dalla fase idealista e originaria dei social network alla rincorsa all'oro dei dati".

Scelte come quella di Facebook sono un evidente pretesto per immettere in rete sempre più dati.

È meglio abbandonare la retorica della condivisione".

Il Moige annuncia di voler sporgere denuncia all'Autorità.

"Naturalmente se arriverà apriremo l'istruttoria".

È possibile difendersi da decisioni prese da società straniere co­me Facebook?

"Lo faremo avviando iniziative congiunte con le altre autorità eu­ropee.

Anche per far capire che non ci arrendiamo".

Basterà?

"Serve una nuova consapevolezza digitale.

Il governo deve im­pegnarsi sull'educazione digitale dei giovani e dei formatori".