Sarà rimandato di almeno un anno l'inasprimento delle normative dell'Unione europea sulla protezione dei dati connessi a cittadini dell'Ue: funzionari di Bruxelles e organizzazioni impegnate a tutelare la privacy hanno commentato che la decisione permetterà alle aziende hi-tech degli Stati Uniti di partecipare alla discussione quando la pressione causata dalle rivelazioni sul monitoraggio digitale sarà meno intensa.
A scriverlo è il Financial Times.
Secondo il quotidiano britannico lo spostamento al 2015 deriva dall'impegno del premier inglese David Cameron che ha convinto anche altre nazioni dell'Unione europea.
Invece Francia, Italia e Polonia chiedevano di completare le riforme prima del maggio dell'anno prossimo quando sono previste le elezioni del Parlamento Ue.
La Germania non ha preso posizione nonostante la scoperta della sorveglianza da parte dell'intelligence degli Stati Uniti del cellulare adoperato dal cancelliere tedesco Angela Merkel.
Il Financial Times segnala inoltre le osservazioni di Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo: ha ricordato che gli Stati membri erano preoccupati dalle possibili ripercussioni negative sulle attività delle aziende hi-tech dopo un giro di vite nella legislazione per la protezione dei dati.