giovedì 31 ottobre 2013

VIDEOSORVEGLIANZA NEL MIRINO DEL GARANTE

Ispezione rivela che numerose aziende della grande distribuzione non rispettano le garanzie previste dalla legge e dalla normativa sulla privacy.

Il Garante: la tutela del patrimonio non è una scusante.

La legittima esigenza di tutelare il patrimonio, di proteggersi da furti e rapine con impianti di videosorveglianza, non autorizza i supermercati a violare le libertà fondamentali e la dignità di dipendenti e clienti.

Lo ribadisce il Garante, nella sua newsletter settimanale.

La raccomandazione arriva in seguito ai risultati di ispezioni nel settore della grande distribuzione, che ha rilevato come numerose società della grande distribuzione non avevano rispettato le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori, dalla normativa sulla privacy e dal provvedimento generale in materia di videosorveglianza predisposto dalla stessa Autorità.

E' emerso, ad esempio, che alcune società sottoposte ad ispezione non avevano ottenuto un preventivo accordo sindacale o richiesto l'autorizzazione al Ministero del lavoro.

A tal proposito, l'Autorità ha sottolineato che non è sufficiente che i lavoratori siano stati informati o che abbiano acconsentito all'installazione del telecamere per far venir meno le tutele previste dalla legge.

Dalle verifiche condotte dal Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza, sono state riscontrate anche altre violazioni.

L'Autorità ha dichiarato illecito il trattamento dei dati personali effettuato da sei catene di supermercati.

Sono in arrivo ulteriori provvedimenti nei confronti di altre società della grande distribuzione.