giovedì 12 dicembre 2013

AGCOM, CHE COSA CAMBIA COL NUOVO REGOLAMENTO SUL COPYRIGHT WEB

La delibera Agcom sul diritto d'autore, approvata oggi con voto unanime, ricalca l'impalcatura della bozza, che Repubblica ha già analizzato, ma ci sono alcune differenze.

"Abbiamo accolto alcune indicazioni che ci sono arrivate dalla Commissione europea", spiega a Repubblica.it Angelo Cardani, presidente di Agcom.

Alcune di queste differenze vanno incontro alle richieste dei provider internet, che volevano una maggiore chiarezza sulle modalità di rimozione dei contenuti pirata e anche più tempo per ottemperare all'ordine.

Il grosso del sistema punitivo, contro i siti accusati di pirateria, resta però in piedi e quindi è già possibile dire che vari soggetti la impugneranno probabilmente al Tar del Lazio (in prima fila ci sono Google, gli stessi provider internet, associazioni dei consumatori, a quanto risulta).

La prima novità è che il regolamento sul copyright diventa operativo il 31 marzo (anziché a febbraio, com'era indicato in precedenza, nella fase di consultazione pubblica).

Ma adesso non ci saranno più opportunità di interloquire con l'Agcom, da parte dei soggetti interessati, per modificare il testo e quindi la sola reazione possibile sarà tramite Tar, appunto.

L'ambito di applicazioni viene ulteriormente definito.

Agcom tutela l'opera digitale dalla pirateria e con questo termine intende "un'opera, o parti di essa, di carattere sonoro, audiovisivo, fotografico, videoludico, editoriale e letterario, inclusi i programmi applicativi e i sistemi operativi per elaboratore, tutelata dalla Legge sul diritto d'autore e diffusa su reti di comunicazione elettronica".

Un aspetto positivo: la delibera elimina una norma che nel testo precedente era equivoco e che dava adito a sistemi di deep packet inspection; insomma avrebbe obbligato i provider, per rispettare la delibera, ad analizzare tutto il traffico degli utenti (violandone la privacy).

Adesso invece la delibera chiarisce che solo i gestori di servizi hosting devono fare una rimozione selettiva dei contenuti pirata, dai propri server, su ordine di Agcom.

I provider di accesso a internet devono invece oscurare il sito web (impedirne l'accesso agli utenti).

In particolare, se il sito è in Italia si applica solo la rimozione selettiva, salvo i casi in cui ci sono tante opere pirata da rimuovere.

In questo caso, come anche quando il sito è all'estero, Agcom chiederà invece ai provider di oscurare il sito.

Cambiano anche i tempi in cui i soggetti interessati devono ubbidire all'ordine di Agcom.

Adesso vengono indicati termini che tengono conto solo di giorni lavorativi.

Tuttavia, l'intera procedura ordinaria viene accelerata, con il nuovo testo: adesso dura 35 giorni (prima erano 45).

Questo è il termine indicato nella procedura ordinaria.

Per la procedura abbreviata- che Agcom applicherà per i casi più gravi- i termini sono di dodici giorni (erano dieci nella bozza di delibera) e l'ordine va eseguito in tre giorni (prima l'ultimatum dava solo 24 ore di tempo).

Tutta la procedura è comunque accelerata da un'altra novità, presente nella delibera rispetto alla bozza: i detentori di diritto d'autore manderanno la segnalazione direttamente ad Agcom; prima invece era prevista una fase preliminare in cui dovevano provare a interloquire con il gestore del sito.

Dopo aver ricevuto la segnalazione, quindi, Agcom decide se accettarla o respingerla (perché chiaramente infondata o errata nella forma).

Se l'accetta, la inoltra ai provider internet e agli hosting provider del sito; ai gestori della pagina e all'utente che ha pubblicato il contenuto contestato.

Questi due soggetti non sono però sempre individuabili; inoltre la delibera è efficace solo sui primi due (i provider), che sono cioè i soli a rischiare un ordine e un'eventuale multa (fino a 250 mila euro) se non lo ubbidiscono.

Tutti i soggetti possono fin da subito rimuovere spontaneamente il contenuto contestato.

Se non lo fanno, parte la fase istruttoria, con un dibattimento per stabilire torti e ragioni, ed eventualmente la decisione di Agcom di archiviare la pratica o di inviare l'ordine di blocco.

La pratica viene comunque archiviata se parte un'azione giudiziaria.