venerdì 20 dicembre 2013

USA, OBAMA: "IL 2014 SARÀ L'ANNO DELLA SVOLTA". E SULL'NSA: "PARLERÒ A GENNAIO"

Il 2014 è l'anno della svolta per gli Stati Uniti.

E dell'azione.

In primo luogo sul piano dell'economia.

E' tutta improntata all'ottimismo la conferenza stampa di fine anno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Ma la svolta non sarà soltanto economica.

"La guerra in Afghanistan sarà finita.

Grazie ai nostri soldati in tutto il mondo, siamo più sicuri", ha sottolineato il capo della Casa Bianca facendo riferimento anche alle prospettive di un'intesa con l'Iran.

I problemi comunque non mancano e non mancheranno, a cominciare dalle violazioni della privacy dei cittadini ad opera della National Security Agency.

Sulla questione del programma di sorveglianza elettronica e del rapporto consegnato da un gruppo di esperti, il presidente ha solo detto che si esprimerà in maniera "abbastanza definitiva" a gennaio.


In riferimento alle attuali tecnologie, Obama ha aggiunto che "solo perché siamo in grado di fare qualcosa non vuol dire che dovremmo necessariamente farlo" e ha aggiunto che sui programmi della Nsa potrebbe essere necessario apportare dei cambiamenti.

La massa di metadati raccolti, ad esempio, potrebbero essere custoditi da aziende private invece che dal governo.

Sul piano più generale, "maggiori rassicurazioni possono essere date sui programmi della Nsa", ma gli Stati Uniti non possono "unilateralmente disarmare" i piani dell'agenzia.

Le rivelazioni che si sono succedute hanno "danneggiato inutilmente" la sicurezza americana, erodendo la fiducia nei confronti della Nsa, ed è "importante" ripristinarla.

Ma l'Nsa è un punto dolente.

Quindi Obama ha puntato sull'economia.

Il pil, ha detto, è cresciuto alla velocità maggiore degli ultimi due anni (4,1% nel terzo trimestre), la disoccupazione è in calo e la situazione di bilancio migliore.

Quindi "il 2014 può essere l'anno della svolta economica", ha detto il capo della Casa Bianca sottolineando che "il tasso di disoccupazione è costantemente sceso al livello più basso degli ultimi cinque anni".

Tra le prorità Obama ha ricordato la riforma dell'immigrazione, da cui può giungere nuovo impulso allo sviluppo.

Si è detto "frustrato" dagli scarsi progressi sulle riforme ma ha aggiunto:

"Non intendo mollare".

Il punto ora è tornare a dare fiducia anche alla classe media.

Adottare misure "che consentano alla classe media americana di avere maggiori opportunità".

Nonostante il mezzo flop della riforma sanitaria, "questo non è stato l'anno peggiore della mia presidenza.

Ci sono stati alti e bassi", ha proseguito Obama.

Tra i successi della sua amministrazione ha citato il milione e passa di persone che hanno scelto la propria copertura sanitaria negli Stati Uniti tramite il sito web nazionale HealthCare.gov e siti dei singoli Stati.

Ma anche il fatto che "per la prima volta in quasi 20 anni, gli Usa producono più petrolio in patria di quanto ne comprano dal resto del mondo".

Il tutto grazie alla rivoluzione dello shale oil e gas, con la tecnica innovativa della fratturazione idraulica.

La popolarità di Obama è tuttavia al minimo storico.

Secondo la consueta indagine Cnn-Orc International, è al 41%, in linea con il minimo storico toccato il mese scorso.

Il 56% degli americani disapprova l'operato del presidente.

I sondaggi però non preoccupano il leader Usa:

"Se fossi interessato ai sondaggi non mi sarei candidato alla presidenza", ha detto.

Perché "i sondaggi salgono e scendono".

Il presidente, reduce da un duro braccio di ferro parlamentare con i repubblicani, ha elogiato il nuovo spirito bipartisan che ha visto "per la prima volta da anni i partiti in entrambi i rami del Congresso trovare un accordo sul bilancio".

Ma avverte:

"Non tratto sull'aumento del tetto del debito", che sarà raggiunto il 7 febbraio e sul quale il segretario al Tesoro, Jack Lew, ha invitato a un'azione rapida.