domenica 8 dicembre 2013

LA SCOMMESSA PD: 2 MILIONI AI GAZEBO

Niente è scontato in questa domenica di primarie democratiche, a cominciare dalle file ai gazebo.

Per i tre sfidanti alla segreteria del Pd - Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati - la prima scommessa è questa: risalire la china della disaffezione per la politica e per il Pd.

Tanto che Guglielmo Epifani, il segretario uscente, lancia un ultimo invito: «Più siamo ad andare a votare e più si rafforza tutto il partito, non solo il nuovo segretario, ma anche chi sta al governo, gli stessi militanti saranno più forti».

Non dice, Epifani, per chi voterà: «Lo farò sapere a urne chiuse».

I timori sulle primarie-flop vanno e vengono.

I segnali però afferma il leader uscente - sono abbastanza buoni: «Incontro sempre più persone che assicurano di non mancare».

Il ripensamento di Prodi - che tornerà da Mosca in tempo per andare ai gazebo nel giorno dell' Immacolata - si spera abbia un effetto traino.

Il Professore insiste su un tasto: l' intreccio tra l' appoggio a un Pd rinnovato come clausola di salvaguardia per non tornare agli inciuci della Prima Repubblica e difendere la democrazia dell' alternanza, dopo la sentenza della Consulta che ha lasciato sul tavolo un modello elettorale proporzionale.

Si vota per il nuovo segretario democratico - ha esortato Prodi - ma si vota anche per questo.

E Pierluigi Bersani, supporter di Cuperlo, rincara: «Chiedo a tutti di esserci, di andare a votare, di avere fiducia nel Pd che è l' unica speranza per l' Italia».

Cuperlo nega che avere meno votanti rispetto allo scorso anno quando furono 3 milioni alle primarie per la premiership del centrosinistra (2 milioni e 800 mila al ballottaggio) - possa ritenersi un fallimento.

«Un milione e mezzo ai seggi non sarebbero affatto un insuccesso - ha ripetuto - anche se prevedo ci saranno due milioni di elettori».

Ma i renziani hanno il sospetto che un numero scarso di partecipanti possa servire a indebolire il sindaco di Firenze.

Come primo giorno di segreteria, Renzi si propone di insediarsi con una squadra tutta nuova e snella al Nazareno, la sede del partito, annunciando il taglio di un miliardo di costi della politica da investire nel piano per il lavoro.

Cuperlo parla di ricette vecchie.

E Civati ricorre all' ironia.

Ultime stoccate alla vigilia dell' Election day, in cui i 9 mila seggi saranno aperti dalle 8 alle 20,e basta andare sul sito del Pd, alla pagina primarie, per trovare quale è il proprio, inserendo il numero della tessera elettorale.

Voteranno anche i sedicenni e gli immigrati con il permesso di soggiorno.

Tra gli sfidanti pochi colpi bassi, ma nel rush finale non mancano le accuse.

Civati denuncia la violazione della privacy da parte di Cuperlo che invita gli elettori a votare per lui con un sms.

«Nessuna violazione», replicano i cuperliani.

Paolo Cosseddu che coordina la campagna di Civati racconta invece delle ultime iniziative in allegria, dalla sagoma di Pippo con cui farsi fotografare a un caffè insieme, per convincere a mettersi in fila ai gazebo.

I renziani hanno animato banchetti pro Matteo, il cui mantra ieri è stato: «Non è vero che tutto è già scritto e deciso, vogliono dirvi così per tenervi lontani dai seggi».

S' infiamma anche la polemica dell' ultima ora.

La composizione dell' Assemblea nazionale fa litigare il partito tra chi voleva tutta la nomenklatura dentro, di diritto, e gli innovatori.

Trovata una soluzione di compromesso.

Nel futuro "parlamentino" del Pd saranno presenti di diritto il premier Letta e la squadra dei ministri dalla Kyenge, a Zanonato, Franceschini, Delrio, Bray, Carrozza, il sottosegretario Minniti, e però non potranno votare.

Gli sfidanti non ne fanno un dramma, ma i Popolari denunciano la lottizzazione.

E i renziani preparano un blitz oggi a Enna accusando Mirello Crisafulli, cuperliano, di scoraggiare al voto per predisporre «una vittoria a tavolino di Cuperlo».