martedì 24 dicembre 2013

ATTACCO HACKER A RENZI PUBBLICATI I FINANZIATORI

Gli hacker di Anonymous lasciano un brutto pacco regalo sotto l'albero di Natale per Matteo Renzi, sindaco e segretario nazionale del Pd.

Un nuovo attacco informatico, questa volta con la pubblicazione dei nomi e cognomi dei finanziatori, indirizzi di casa, mail e pure le frasi che avevano scritto al candidato delle primarie.

E' il secondo in pochi giorni ed è naturale che cresca la preoccupazione.

"Abbiamo denunciato il caso alla polizia postale per violazione della privacy" fa sapere il presidente della Fondazione Big Bang, l'avvocato Alberto Bianchi.

Storia già vista, perché anche in precedenza era scattata la denuncia.

Stavolta però siamo davanti a un agguato che coinvolge centinaia di persone sventolando online i dati sensibili.

E' un lungo elenco che si può leggere su server esteri, ma che già ieri sera era stato retweettato in lungo e in largo: vengono svelati non solo gli indirizzi privati di una parte dei finanziatori, ma anche i pensieri di incoraggiamento.

Così si scopre che fra i nuovi supporter c'è un'ampia platea: dall'ex leghista milanese che cambia bandiera perché crede nel rinnovamento renziano, al "non ho mai votato a sinistra alle politiche ma sono pronto a darti tutta la mia fiducia se sfasci questo governo di sanguisughe".

A quelli che scelgono gli spot:

"Avanti con coraggio per un'Italia migliore".

Sul fronte delle mail di provenienza Anonymus assicura che ne sono davvero delle più svariate, da . unicredit, a . agcom a . difesa. it e molte altre private.

"Merry Christmas to the rampant" è il messaggio beffardo lasciato a Renzi sull'account twitter "Renzihack".

Alla fine di un'altra giornata difficile nella squadra degli informatici del sindaco finiti per la seconda volta sotto attacco, Bianchi spiega:

"Non abbiamo avuto il tempo di controllare gli elenchi pubblicati con quelli già resi noti, ma è possibile che ci sia anche una parte di quelli che avevano chiesto di non apparire nella lista ufficiale".

Significa che potrebbero essere finiti in quei tabulati svelati anche i nomi dei finanziatori che avevano chiesto di restare "coperti".

"Se fosse successo - riprende l'avvocato Bianchi - si tratta di piccoli finanziatori, cioè quelli che hanno usato per i versamenti il sistema PayPal".

Proprio sulla questione dei finanziatori occulti c'era stata una polemica politica in passato perché a Renzi era stato chiesto di pubblicare tutto l'elenco, ma la Fondazione aveva obiettato che non si potevano pubblicare i nomi di coloro che avevano chiesto di restare anonimi.

Pochi giorni fa, esattamente il 11 dicembre per più di ventiquattro ore il sito www. matteorenzi. it, cioè il cuore della macchina web del sindaco fiorentino e segretario del Pd venne messo fuori uso.

In quell'occasione l'attacco hacker venne confermato da Davide Bacarella, amministratore delegato di Dot Media, la società che cura la pagina web, soltanto nel pomeriggio del giorno successivo:

"In gergo tecnico - aveva spiegato Bacarella - siamo davanti a un attacco DDOS, in pratica viene dato un comando a migliaia di computer inconsapevolmente infetti che iniziano a generare elevati volumi di traffico contro l'obiettivo da colpire.

Una regia ben orchestrata, evidentemente".

Servirono un paio di giorni per rimettere tutto in sesto.

Ieri la replica con la diffusione del materiale che probabilmente era stato catturato in precedenza.

Adesso toccherà agli investigatori della polizia postale cercare di capire chi c'è dietro a questi attacchi e quale è il piano che i pirati vogliono perseguire.