L'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert e il vicepresidente della Commissione europea Joaquin Almunia, oltre a capi di stato africani e dirigenti Onu.
Sono loro gli ultimi ignari protagonisti del Datagate, gli ultimi nomi, resi noti dalle testate New York Times e Guardian, tra tutti gli obiettivi della National Security Agency (Nsa) americana e del britannico Governement Communications Head Quarter (Gchq).
Nella sua conferenza stampa di fine anno, anche Barack Obama ha affrontato la questione dello scandalo Datagate:
"Sono sicuro che la Nsa non ha fatto spionaggio senza ragione, ma c'è da dire che i tempi sono cambiati con internet e bisogna assicurare la privacy alle persone - ha detto il presidente Usa dalla Casa Bianca - Adesso dobbiamo valutare tutte le raccomandazioni che hanno fatto gli esperti.
E a gennaio farò una dichiarazione finale".
Nel frattempo Obama si è espresso su Edward Snowden, colui che fece esplodere lo scandalo, affermando che l'ex tecnico della Central Intelligence Agency avrebbe "causato danni non necessari all'intelligence e alla diplomazia americana".
Olmert, premier israeliano dal 2006 al 2009, è stato spiato tramite intercettazioni alla sua casella di posta in un periodo particolarmente teso nelle relazioni con gli Stati Uniti: Israele aveva reagito militarmente ai razzi arrivati dalla striscia di Gaza ed era in disaccordo con gli Usa per la preparazione di attacchi informatici contro il programma nucleare iraniano.
L'operazione si chiamava in codice 'Giochi Olimpici' e aveva dato vita a una stretta collaborazione tra Cia, Nsa e il suo omologo israeliano, la Unit 8200.
Un anno prima delle intercettazioni di Olmert, tra i bersagli della Nsa compare un altro organismo israeliano: l'Istituto di Fisica dell'Università ebraica di Gerusalemme, universalmente riconosciuto per il suo lavoro di ricerca sulla fisica atomica e nucleare.
Almunia, secondo quanto emerso dai rapporti, sarebbe stato intercettato tra il 2008 e il 2009, anche se l'interesse degli Stati Uniti nei suoi confronti è cresciuto da quando, nel 2010, è diventato commissario europeo per la Concorrenza e capo dell'ufficio Antitrust.
Sotto la sua guida, la commissione ha punito per ostacolo alla concorrenza colossi americani come Microsoft e Intel.
Almunia è stato protagonista di uno scontro con il gigante Google durato ben tre anni, dopo che i concorrenti del motore di ricerca avevano denunciato come Google desse priorità ai propri contenuti e utilizzasse invece materiali provenienti da altri siti senza permesso.
Dalle carte non emerge se nei confronti di Almunia vi sia stato un unico episodio di intercettazione oppure un'attenzione costante.
La Nsa, dal canto suo, nega di aver mai effettuato attività di spionaggio volte ad assecondare il mercato americano.
"Noi non rubiamo segreti commerciali di società estere - spiega il portavoce Vanee Vines - per conto di aziende statunitensi che vogliono migliorare la loro competitività internazionale".
Immediata e dura la reazione dell'Ue:
"Questo pezzo di informazione fa seguito ad una serie di altre rivelazioni che, come abbiamo chiaramente detto in passato, se sarà provato che sono vere, sono inaccettabili e meritano la più forte condanna" - ha commentato la portavoce della commissione Ue, Pia Ahrenkilde, riferendosi alle nuove rivelazioni - .
Solleveremo la questione presso le autorità di Stati Uniti e Gran Bretagna".
Secondo i documenti a cui fa riferimento il New York Times sarebbero più di mille gli obiettivi della Nsa, tra cui organizzazioni internazionali come l'Unicef e Médecins du Monde, l'organizzazione non governativa fondata da Bernard Kouchner e che opera nelle zone di guerra.
Il sito della rivista tedesca Spiegel, invece, scrive che l'agenzia d'intelligence britannica Gchq avrebbe tenuto sotto controllo anche le reti telefoniche dei ministeri e delle autorità tedesche a Berlino.
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